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Animazione territoriale


La cultura è un bene che, non solo non si esaurisce se consumato, ma si potenzia e vivifica con l'utilizzo; se correttamente fruita, consente uno sviluppo sostenibile del territorio, generando positivi effetti socio-economici. A condizione che sia patrimonio consapevole di tutti gli abitanti, uniti in una comunità socialmente coesa sulla base di un senso di appartenenza al territorio e di identificazione con la cultura locale.
Un distretto culturale sottintende quindi "comportamenti, relazioni, attitudini e atteggiamenti mentali" univoci e convergenti da parte del territorio nel suo complesso. E' questo il principio ispiratore alla base del progetto "Cantiere Cultura" che si propone di fornire un modello di ricerca esemplare, ripetibile in altri contesti, in grado di fornire gli strumenti necessari per acquisire ed elaborare informazioni in modo funzionale rispetto al governo del territorio.
In tal senso, il "patrimonio culturale locale" può essere definito "testimonianza della presenza, interazione ed elaborazione collettiva di tutti gli eventi che hanno inciso sulla storia di un territorio". Nella costruzione di un distretto culturale bisogna prendere quindi in considerazione: l'ambito territoriale, il patrimonio culturale locale, i servizi di accoglienza, i settori connessi con la cultura.
Partendo da questa visione la Fondazione Carispaq e il Cresa hanno avviato, nel mese di dicembre 2006, la fase di Animazione Territoriale attraverso una serie di incontri con le Comunità Montane, i Comuni e le Pro Loco per chiarire gli obiettivi e le strategie di Cantiere Cultura nel delineare le caratteristiche del milieu socio-culturale, del giacimento culturale e delle risorse turistiche del Comprensorio Aquilano.
Di seguito i documenti presentati nel corso degli incontri tenutisi presso le sedi delle Comunità Montane Amiternina, Sirentina e Campo Imperatore-Piana di Navelli.

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  ultima modifica mercoledì, 31 gennaio 2007