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Bagno - frazione di L'Aquila


A 7 Km dall’Aquila, lungo la strada statale Vestina n. 5 che va dall’Aquila a Rocca di Mezzo, a 627 metri di quota si trova Civita di Bagno, l’antica Civita Sancti Maximi, così detta perché nella chiesa erano custodite le ossa di San Massimo. E’ nel luogo in cui anticamente sorgeva la città di Forcona, in prossimità di ciò che resta dell’antica cattedrale di San Raniero.

Forcona nell’anno 443 godeva di notevole prestigio, essendo fiorente città commerciale e agricola. Fu abitata dai Vestini e con il decadere dell’antica città di Aveia ne raccolse l’importanza, tanto che vi fu trasferita la sede episcopale insieme alle reliquie di San Massimo. La diocesi, ricordata per la prima volta in un documento del 680, fu soppressa nel 1257 da papa Alessandro IV, che trasferì la sede vescovile nella nascente città dell’Aquila.

La Cattedrale di San Massimo doveva essere un’imponente basilica romana, riedificata durante il periodo in cui fu vescovo San Raniero, tra il 1060 e il 1077. La ricostruzione riutilizzò le strutture superstiti della chiesa precedente. Dai ruderi si può riconoscere la pianta rettangolare con tre absidi semicircolari coronate da archetti romanici e divisa in tre navate da archi a tutto sesto impostati su colonne scanalate. Sotto il piano del presbiterio rimangono i resti della vasta cripta. Dell’antica facciata ciò che resta è una massiccia torre con riquadrature rettangolari alla base. I muri sono costruiti con grandi pietre squadrate, provenienti in gran parte dagli edifici romani distrutti.

L’attuale chiesa di San Raniero risale al 1931 e sorge vicino all’antica cattedrale.

Molti degli edifici di Civita di Bagno e delle altre ville circostanti sono stati costruiti con elementi lapidei dell’antica cattedrale di Forcona, spogliata dopo il XVI sec..

Nella parte alta del paese sorge un notevole palazzo cinquecentesco appartenuto nei tempi alla famiglia Antonelli-Oliva e poi Bonanni.
In prossimità dell’abitato è il laghetto di San Raniero molto frequentato anche per la possibilità di praticare la pesca.

Sempre nella parte alta del paese, in corrispondenza dell’antica cattedrale, diviene sempre più rilevante lo scavo archeologico dei resti di un’antica villa romana. Attualmente è in corso l’intervento che oltre allo scavo prevede il restauro e la valorizzazione del sito. Il complesso monumentale appare inedito nel panorama archeologico non solo abruzzese, interamente costruito da concamerazioni rettangolari e semicircolari impostate su vari livelli con lunghe murature rettilinee. I vani portati alla luce articolati intorno a un peristilium il cui colonnato fu chiuso successivamente con murature ricoperte da intonaco policromo e figurato. La pavimentazione è realizzata in opus tessellatum.  






  ultima modifica mercoledì, 10 ottobre 2007