- Abitanti: 647
- Altitudine: 800 m s.l.m.
- nella Comunità Montana Amiternina
- nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
A 15 km dall’Aquila nell’Alta Valle dell’Aterno si trova il comune di Barete, costituito dall’aggregazione di piccole frazioni: Tarignano, S. Eusanio, Teora, Colli, S. Sabino e Basanello. Il paese, formato dai tre nuclei abitativi di S. Vito, Piedi il Vicolo e Senzano, è situato alle pendici del monte Pagarone. Barete (da laver, pianta dai terreni umidi), le cui vicende storiche sono tracciate da diversi documenti tra i quali il Cronicon Farfense, gli Annali dell’Antinori e il catalogus Baronum, viene menzionata con il nome di Lavaretum, Lavareta, Castrum Labareti e Labarete. Il paese era molto probabilmente un centro fortificato con funzione difensiva. Sul monte Marine, infatti, si scorgono i resti di una torre di avvistamento e di una rocca che, come dice lo stesso toponimo della località Monte Castello, era molto probabilmente un’ampia struttura difensiva con posizione strategica per difendere tutta la vallata.
Posto fuori l’abitato si può ammirare l’antico edificio della chiesa di S. Paolo con impianto originario del XII secolo. La chiesa, con impianto ad unica navata e abside circolare, sorge molto probabilmente sui ruderi delle terme di Lavaretum. Attraversando le viuzze del paese si arriva nella piazza con l’imponente chiesa di S. Vito, ristrutturata nel settecento. Tra le emergenze artistiche vanno segnalate anche la Chiesa di S. Sabino (sec. XVI) e la Chiesa di S. Maria della Rocchetta (ruderi) a Colli.
Lungo via del Portonaccio nell’agglomerato di Senzano si scopre un’antica casa contadina, unico esemplare con balcone di legno, che conserva l’impianto originario e altri elementi caratteristici.
Seguendo il corso del fiume Aterno, in località Cisterna, si intravede l’antico mulino del Riolitto del 1700 gestito dalla famiglia Cavalli fin dalla metà dell’Ottocento, che mantiene intatte le originarie caratteristiche costruttive dell’impianto idraulico dell’epoca. Posto ad una quota di m. 720 s. e racchiuso in un paesaggio di prati naturali e vegetazione fluviale, l’edificio rurale del mulino a palmenti è ubicato dopo l’abitato di S. Eusanio, lungo la strada provinciale che risale poi a sud – ovest i rilevi collinari delle frazioni di Barete.
Una visita attenta merita la bottega di Paolino Del Papa, fabbro da diverse generazioni, al cui interno si possono ammirare opere singolari come ferri per bovini, enormi chiavi, serrature a forma di cuore, chiodi alti fino ad un metro e mezzo e, realizzata da nonno Temistocle, l’incudine utilizzata per i lavori.
Nella frazione di Basanello, non lontano dalla piazzetta principale, si può ammirare in tutta la sua maestosità una delle più antiche querce d’Abruzzo della specie quercus pubescens.
Al centro di Barete, in via Garibaldi n. 21, è situato il Museo delle tradizioni e della civiltà contadina. La struttura museale e’ disposta su due piani: al piano terra si trova il servizio d’accoglienza e la ricostruzione di una vecchia cucina; al piano superiore l’ambiente è suddiviso in tante aree raffiguranti i vecchi mestieri.