- Abitanti: 1.799
- Altitudine: 940 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
All’imbocco della strada che dalla piana di Navelli sale su fino a raggiungere il maestoso Campo Imperatore incontriamo Barisciano, borgo di origini medioevali che pare dorma adagiato ad accogliere in silenzio chi ha il coraggio di avventurarsi verso la sconfinata Piana. Lo si incontra alle pendici di un colle coperto da un bosco ormai rado nel quale si intravedono ruderi di un castello recinto di origini medioevali, simile ad altri presenti sul territorio abruzzese, di forma vagamente rettangolare, costituito da una torre isolata di forma pentagonale con il vertice rivolto verso la direzione di attacco più probabile, e da una serie di altre torri di fiancheggiamento distribuite lungo la cinta muraria che in tempi passati serviva da riparo per le popolazioni in caso di pericolo.
Il castello, posto in una posizione definita “a cavaliere di montagna” domina da un lato la sottostante Piana di Navelli mentre dall’altro la strada che sale verso il Gran Sasso, come un orgoglioso custode della ricchezza di queste terre, la lana e lo zafferano. Il paese nasce attorno al secolo VIII, epoca in cui la vicina città romana di Peltuinum viene abbandonata e i suoi abitanti si spargono nella zona dando vita a numerosi villaggi dei quali solo Barisciano sopravvive grazie alla sua posizione elevata e alla protezione offerta dal castello che resistette secoli fino a quando, a metà del 1400, giunse da queste parti il condottiero umbro Braccio Fortebraccio da Montone alla conquista della città di L’Aquila, mettendo a ferro e fuoco nel suo cammino tutti i castelli che quella città avevano voluto e alla quale rimanevano fedeli.
Passeggiando tra i vicoli del paese si rimane colpiti dal numero cospicuo delle chiese che si incontrano; tra queste quella dell’Immacolata Concezione con la vicina Cappella della Santissima Trinità, fatta costruire nel 1680 dal marchese Caracciolo per farne la cappella gentilizia di famiglia. Anche la chiesa della Madonna del Carmine fu voluta dalla nobile famiglia, proprietaria dell’omonimo palazzo cinquecentesco.
La chiesa trecentesca di Santa Maria di Caposerra detta anche del Buon Consiglio, con il suo portale romanico gotico privo purtroppo dell’arco ogivale e una parte dell’edificio religioso inglobato in abitazioni private, presenta all’interno tracce di affreschi duecenteschi collegabili, secondo alcuni, a quelli più noti di S.Pellegrino di Bominaco e di Santa Maria ad Cryptas di Fossa.
La settecentesca parrocchiale dedicata a San Flaviano con bella facciata in pietra ha un interno a tre navate con cupola arricchito da stucchi e dorature barocche; vi si trovano un organo ligneo intagliato e dorato del 1759 ed un fonte battesimale datato 1571.
Suggestiva anche la chiesa di Santa Maria di Valleverde del XVI secolo di stile tardo rinascimentale con facciata a coronamento orizzontale ed annesso convento.
Altra emergenza architettonica è il quattrocentesco convento francescano di San Colombo, originariamente S.Maria d’Asprina, ubicato fuori del centro abitato lungo la strada che porta a Santo Stefano di Sessanio, ed ora adibito a struttura ricettiva.