- Abitanti: 169
- Altitudine: 600-2.561 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
- nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
La prima attestazione di un insediamento umano risale all’età del Ferro e nel IV secolo a.C. Calascio entra nell’orbita romana. Il toponimo compare per la prima volta in un documento del Chronicon Volturnense (779) che fa riferimento alla contesa tra gli uomini di Carapelle e il monastero di S. Pietro ad Oratorium. Tra X e XI secolo Calascio figura tra i possedimenti dei Berardi e, dopo il dominio Svevo e Angioino, viene assegnato a Pietro Conte di Celano. Nel secondo ‘400 entrano in scena i Piccolomini, a cui succedono i Medici che vi restano fino alla metà del XVIII secolo. Calascio con tutta la Baronia di Carapelle, diventerà parte del Regno Borbonico fino all’Unità d’Italia.
L’abitato si sviluppa tra il XIV e il XV secolo. Il centro storico si presenta come un intricato sistema di stradine su cui si affacciano edifici in pietra calcarea, sviluppati su più livelli. I percorsi interni si aprono su piazzette irregolari dove sorgono le case patrizie delle principali famiglie armentizie. Si tratta di edifici dall’alto valore architettonico con pregevoli esempi di artigianato lapideo; non va dimenticato che ci troviamo in un contesto che trae da sempre le sue principali fonti di reddito dall’allevamento degli ovini e dalla lavorazione dei formaggi e della lana.
Tra gli edifici sacri principali vanno segnalati: la Chiesa Parrocchiale di S. Nicola, situata al centro del borgo, con all’interno altari decorati e una tela secentesca del Bedeschini; il convento e la chiesa di S. Maria delle Grazie con la sua ricca biblioteca. Della prima metà del XVII secolo sono le chiese di S. Carlo e di S. Antonio Abate, quest’ultima restaurata sotto la direzione di Teofilo Patini. Al di fuori dell’abitato sorge la chiesetta di S. Leonardo, utilizzata come ospizio durante le pestilenze.
A controllo dell’abitato sottostante e di tutta la valle sorgeva Rocca Calascio, posta in un contesto paesaggistico di grande valore. ? costruita interamente in pietra e rappresenta una delle strutture fortificate meglio conservate in Italia. Presenta una pianta quadrata con torrioni circolari agli angoli e un maschio centrale, preesistente al resto del complesso. Da torre di avvistamento si sarebbe trasformata nell’attuale struttura nel corso del XV secolo.
La Rocca ha sempre svolto un’importante funzione di sorveglianza del percorso tratturale aquilano. Questo importante ruolo strategico viene potenziato intorno alla seconda metà del ‘400, quando la fortificazione passa sotto il dominio dei Piccolomini.
Intorno alla Rocca vera e propria, sorge il castello e a un livello inferiore si dispongono le abitazioni dell’antico borgo con il loro apparato difensivo. Ben conservata è la chiesa ottagonale della Madonna della Pietà, costruita nel 1451 come ex voto sul sito dello scontro tra una banda di briganti e le truppe dei feudatari del luogo.
Oggi, gran parte delle manifestazioni culturali si svolgono proprio a Rocca Calascio, che è diventato il centro di importanti attività economiche tese alla ristorazione e alla ricettività turistica.