- Abitanti: 738
- Altitudine: 1.400 m s.l.m.
- nella Comunità Montana Amiternina
- nel Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Si arriva a Campotosto percorrendo una strada ricca di suggestioni ambientali. Boschi di pini e poi una natura brulla e incontaminata nel Passo delle Capannelle conducono fino alla strada che porta verso il paese dove si incontra il grande lago artificiale di Campotosto, il bacino idrico più importante d’Abruzzo. Di qui, per arrivare al centro abitato, ci si inerpica su una strada costeggiata da una vegetazione lussureggiante, fatta di boschi di specie diverse.
Arrivati a Campostosto siamo in alta montagna, a nord–ovest si ammira la catena dei Monti della Laga, a sud il massiccio del Gran Sasso. Il borgo ha origini antiche: per molto tempo ha fatto parte della giurisdizione di Amatrice - oggi territorio del Lazio. Dal 1380 è stato al centro di lotte e devastazioni terribili da parte degli aquilani in contrasto con il feudo di Amatrice. Il periodo di massimo splendore per Campotosto fu il XVI secolo, quando Carlo V lo affidò, insieme a Montereale e Capitignano, in feudo ai Medici; divenne poi possedimento dei Farnese, fino a diventare nel 1641 feudo di Francesco Barile.
Il borgo non reca tracce di fortificazioni, anche se il toponimo “castello” che si trova nella parte alta del paese lascia supporre che nei secoli passati si fosse realizzata qualche struttura difensiva. Tra i monumenti più importanti si segnalano la Chiesa di Santa Maria di Brugnoleto, nella frazione di Poggio Cancelli, e quella della Madonna di Loreto proprio a Campotosto. La Chiesa della Madonna Apparente, situata lungo la strada che porta al paese, è meta di pellegrinaggio nel mese di agosto in ricordo di un’apparizione della Madonna.
La località è famosa soprattutto per il lago che ha creato un ambiente di incomparabile bellezza: si va dagli ampi prati adibiti a pascoli ai rigogliosi boschi di latifoglie. Il Lago è un bacino artificiale, per estensione il secondo d'Europa: situato a 1.300 metri s.l.m., raggiunge una profondità di 30-35 m. Dove attualmente c'è il lago, originariamente c'era una vasta conca coltivata nella quale veniva portato al pascolo il bestiame. Nel 1939-40 iniziò la costruzione degli sbarramenti artificiali: la Diga di Rio Fucino (a gravità in calcestruzzo e ferro), la Diga di Poggio Cancelli (a gravità in terra battuta) e la Diga di Sella Pedicate (a gravità in terra battuta con uno strato di ferro e cemento) e contemporaneamente all'innalzamento delle dighe veniva riempito il bacino, bloccando le acque del Rio Fucino, degli affluenti del Vomano e quelle del Trontino.
Oggi il lago è meta di un turismo diversificato: si va dagli appassionati del surf a quelli della pesca a quelli degli aquiloni, grazie al vento che qui non manca mai. Tra i prodotti tipici di un’economia che, nonostante il bacino artificiale, è rimasta sostanzialmente pastorale si segnalano i saporiti pecorini e le famosissime mortadelle di Campotosto. Le frazioni del Comune sono: Mascioni, Poggio Cancelli, Ortolano.