- Abitanti: 1.122
- Altitudine: 465 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, zona B
- nel Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Lungo l’antica via tratturale che collegava L’Aquila a Foggia, in uno scenario naturale di incontaminata bellezza, l’Alta Valle del fiume Tirino, all’interno Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si erge il borgo fortificato di Capestrano. Patria di santi e di guerrieri, fu sede del ritrovamento del famoso guerriero italico, oggi simbolo dell’Abruzzo nel mondo.
Rinvenuto nel 1934 nell’area dell’antica necropoli di Anfinum, pregevole testimonianza della presenza umana nel comprensorio aquilano fin dal Neolitico, il “Guerriero di Capestrano” (VI sec. a.C.) è oggi conservato al Museo Archeologico nazionale di Chieti.
Brilla sul panorama internazionale insieme con un altro grande condottiero, nato nel 1385, San Giovanni da Capestrano, il Patrono dei cappellani militari nel mondo, “...il quale non contento di aver combattuto gli eretici con la lingua, volle anche far ciò con le armi ...e collo stesso ardore si adoperò a domare la potenza ed il furor de’ Turchi, contro li quali radunato un fortissimo esercito, egli stesso lo condusse personalmente nel 1456 e dette a loro una memoranda sconfitta, e gli costrinse a levar l’assedio di Belgrado...” (Giustiniani L., 1797).
La sua effigie si ritrova nello stemma comunale: una torre merlata, con sovrapposte tre stelle orizzontali in campo d’argento e le tre sorgenti che animano il fiume Tirino su un campo azzurro.
Storia antica e moderna si intrecciano in questa “valle scoscesa e cretosa, ma ricca di viti che danno un vino prezioso e famoso, e di olive feraci...un tempo conosciuta solo per i viottoli e i tratturi, che d’autunno e d’inverno diventano impraticabili per le piogge e la neve” (Antinori A.L.).
Gli stessi tratturi percorsi dalla comunità dei guerrieri-pastori, che D’Annunzio descrisse nei suoi sonetti con note struggenti di dolce malinconia, al tempo della transumanza verso il Tavoliere delle Puglie.
Storicamente legata alla tradizione della transumanza è la chiesa di S. Pietro ad Oratorium del VIII secolo, che si erge isolata nella campagna circostante il paese.
La presenza del Castello Piccolomini (o Mediceo) domina invece con la sua imponenza il centro del borgo fortificato, che mostra un’interessante sovrapposizione di architetture medievali e rinascimentali con diversi edifici di pregevole fattura.
Oggi centro agricolo, a 43 km da L’Aquila, è caratterizzato dalla produzione di zafferano, uva, mandorle, olive, ortaggi e cereali, dall’allevamento ovino e dalla piccola industria di trasformazione.
Vive d’estate una stagione ricca di appuntamenti: