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Caporciano


- Abitanti: 265
- Altitudine: 727-1.200 m s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, zona B

Il borgo fortificato di Caporciano sorse intorno al XII secolo, in una posizione strategica che permetteva di dominare un’ampia porzione di territorio anticamente attraversata dal Regio Tratturo. E’ situato infatti su di un colle che si apre alla suggestiva Piana di Navelli a sua volta circondata da monti e sorvegliata dalle cime più alte dell’Appennino.

Il suo nome deriva forse da antichi insediamenti romani: Caput Iani, Capo di Giano il Dio bifronte, o anche da Caput porci, Casa Porciana e quindi Caporciano probabilmente per la grande quantità di cinghiali e maiali che vivevano nella zona.
All’interno del borgo sono i vicoli a fare da guida tra le innumerevoli testimonianze architettoniche rimaste inalterate nel tempo.

Dell’originaria struttura fortificata restano numerosi manufatti: tra questi, la Torre di punta, che costituiva il bastione principale di tutta la struttura difensiva, rappresenta sicuramente l’esempio più significativo. La stratificazione del tempo trascorso è raccontata dagli edifici stessi del borgo, dai frammenti lapidei decorati e sparsi nel recinto del fortilizio, da reperti risalenti al periodo alto-medievale, da palazzi signorili ed eleganti portali, da uno stemma del 1640, dalla chiesa parrocchiale di San Benedetto e da quella settecentesca della Madonna Addolorata.

Uscendo dal borgo a ridosso di una valle, quasi nascosta tra i rami del bosco, si scorge la piccola chiesa di San Pietro in Valle.
Non lontano da Caporciano svetta in tutta la sua imponenza la Torre circolare del Castello-recinto di Bominaco, questo fu eretto in posizione panoramica, all’interno di un sistema di comunicazione visiva con i castelli circostanti.
Ai piedi del castello, nel sito dove anticamente si trovava il monastero benedettino di Momenaco, si conservano intatti due “scrigni”che custodiscono parte del tesoro dell’arte sacra abruzzese: la chiesa di Santa Maria Assunta con i suoi splendidi arredi interni in pietra scolpita e l’oratorio di San Pellegrino interamente decorato da un ciclo di affreschi del Duecento tra cui di notevole interesse un Calendario dipinto con le festività della diocesi di Valva.

Spettacolare è il paesaggio che circonda questo posto, dove le opere d’arte della natura si fondono con quelle artistiche e non è raro trovare castelli arroccati su pendii o chiese tratturali immerse in distese di papaveri rossi come lo splendido esempio di Santa Maria de’ Centurelli.

Alla ricchezza di questo patrimonio hanno contribuito anche dei recenti scavi archeologici, grazie ai quali è stata riportata alla luce una Necropoli risalente a circa 2700 anni fa.
Questo comune dichiarato “Città d’arte della Regione” vanta due capolavori dichiarati “patrimonio mondiale dell’Umanità” ed è qui che si produce il famoso “oro rosso”. Caporciano è compreso infatti nella zona di produzione dello Zafferano Aquilano DOP, una produzione tipica delle aree interne, per le quali questa preziosa spezia ha significato fonte di reddito e occupazione.






  ultima modifica giovedì, 11 ottobre 2007