- Abitanti: 110
- Altitudine: 500-2.469 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
- nel Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Il Comune di Carapelle Calvisio sorge sulle colline calcaree della Valle Tritana, a cinque chilometri da Castelvecchio Calvisio.
Della zona abbiamo molte citazioni nel Chronicon Volturnense e anche numerose mappe antiche. Da quanto si legge nei documenti, nel 760 il monastero di S. Vincenzo al Volturno possedeva tutta l’estensione di terra tra Penne e Forcona e il fiume Aterno, compresa la Valle Tritana, le colline sovrastanti e gli altopiani tra Barisciano e Collepietro fino a Carapelle.
Nell’VIII secolo, il borgo era il centro agricolo più importante della zona e il suo castello dominava la porzione occidentale della Valle. L’episodio che il Chronicon Volturnense ricorda in maniera approfondita è quello della contesa tra le genti di queste zone e il Monastero di S. Vincenzo al Volturno, che di tali terre era il padrone.
Fino al XIV secolo Carapelle Calvisio è stato l’unico nucleo di una certa rilevanza nella zona, come testimonia la frequenza con cui il toponimo appare nei documenti ufficiali. In uno di questi, il placito del 2 marzo 779, viene nominata per la prima volta la Baronia di Carapelle di cui, oltre a Carapelle, facevano parte Castelvecchio Calvisio, Calascio, S. Stefano di Sessanio, Castel del Monte.
Il modello insediativo sparso, con unico punto di riferimento proprio la villa di Carapelle, permane fino al ‘300, quando il borgo assume l’aspetto di vero e proprio centro fortificato cinto da mura, di cui oggi è ancora leggibile l’andamento.
E' un borgo interessante per il carattere unitario della sua architettura minore. Il nucleo più antico è posto sulla cima di un colle; il circuito murario comprendeva in origine anche alcuni bastioni di rinforzo, a pianta rettangolare o semicircolare. Uno di questi oggi è inglobato nella muratura nord–est della chiesa madre.
Tipiche del tessuto urbano di Carapelle sono le case torri, costituite da un seminterrato e tre o quattro piani sovrapposti. Di un certo rilievo storico artistico sono alcuni edifici sacri, come la parrocchiale del XVI secolo, dedicata a Santa Maria che conserva una croce in argento di scuola sulmonese; la chiesa cinquecentesca di San Francesco con all’interno un altare barocco, un soffitto a cassettoni e una tela della fine del Cinquecento; la chiesetta rurale di San Cristoforo, di cui rimangono solo dei ruderi, situata nelle campagne verso Ofena.
Fuori dall’abitato, sulla strada che conduce a Castelvecchio Calvisio, si trova la chiesa di San Vittorino edificata tra il XII e il XIII secolo. Essa conserva nella zona absidale e nel portale laterale, elementi decorativi in pietra, finemente lavorati.