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Castel di Ieri


- Abitanti: 384
- Altitudine: 519 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Sirentina
- nel Parco Regionale Sirente–Velino

A 49 km dalla città dell’Aquila, il Comune di Castel di Ieri si estende su un territorio tra i 489 e i 1.255 metri d’altitudine.
Il paese sorge su un colle che sovrasta la Statale 5, l’antica Tiburtina – Valeria.

Durante il periodo italico è stato pagus peligno e successivamente, romano. Nella piana che separa Castel di Ieri dal vicino Comune di Goriano Sicoli, recenti scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di centri fortificati risalenti al VII-V secolo a.C., un pavimento musivo e un Tempio, in località Piedi Franci. In quest’ultimo sono stati rinvenuti dei capitelli ionici, blocchi di pietra lavorati e colonne che fanno pensare a un edificio di culto dedicato a una divinità femminile (Minerva) e a una maschile (Eracle-Dioniso). Il complesso è stato datato intorno al II secolo a.C. grazie al ritrovamento di una statua a guisa di leone, rinvenuta in loco, che rimanda al culto di Cibele.

Il borgo è caratterizzato dall’imponente Torre Medievale a base quadrata. Di particolare interesse, la torre è uno dei rari esempi conservati in Abruzzo di torrione privo di base a scarpata. L’origine della fortificazione è da attribuirsi alla fase dell’incastellamento normanno. Costruita sul punto più elevato del paese, la torre garantiva l’avvistamento e il controllo di un vasto territorio ed era l’ultima difesa del borgo.

Il paese conserva ancora l’impianto medievale e la Porta dell’Arco, che regola l’accesso al centro fortificato, ne è l’esempio. Alla sua sommità si scorge lo stemma della famiglia Colonna.
Una menzione merita anche la Chiesa di Santa Maria Assunta con il portale rinascimentale datato 1555.

Di recente è stato inaugurato il Museo Abruzzese di Arti Grafiche nel quale sono previste alcune sale dedicate ai maestri del ‘900, agli incisori abruzzesi, agli artisti della nuova generazione e ad artisti stranieri.
Nei dintorni di Castel di Ieri, in una piccola gola della Valle Subequana, si nasconde il Santuario rupestre della Madonna di Pietrabona.






  ultima modifica giovedì, 11 ottobre 2007