- Abitanti: 1.208
- Altitudine: 490 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Sirentina
- nel Parco regionale Sirente-Velino
Situato su uno sperone roccioso ai piedi del monte Sirente, sorge il borgo medievale di Castelvecchio Subequo. Il maggiore centro della Valle Subequana raccoglie un interessante patrimonio storico-artistico che spazia attraverso i secoli; il paese e il territorio circostante sono ricchi di testimonianze archeologiche, monumenti di età rinascimentale e barocca.
A poca distanza dall’attuale abitato si possono ammirare i resti dell’antica Superaequum - dalla quale deriva il nome del borgo - durante il periodo italico, una delle tre città sede del popolo Peligno; in epoca romana, inizialmente è prefettura sotto la giurisdizione di Roma, successivamente diviene municipio romano iscritto alla tribù Sergia. In epoca imperiale, durante la divisione augustea dell’Italia, è inglobato nella V Regione. Dell’antica città rimangono pochi ruderi, ma sono stati rinvenuti pavimenti musivi, resti di acquedotti, fortificazioni, reperti scultorei, monete, anfore e gioielli. Nel 1920 fu scoperto un santuario dedicato a Ercole dal quale emersero statuine bronzee.
In prossimità del borgo è possibile ammirare un cimitero catacombale cristiano risalente alla fine del IV secolo; rappresenta la più antica testimonianza della diffusione del Cristianesimo nella regione. Il Museo Civico Archeologico di Superaequum conserva i reperti provenienti dalla zona.
Durante la dominazione longobarda il paese assume il nome di Onuffolo o Nuffoli, ma in età normanna torna a chiamarsi Castelvecchio. Sembra che nel 1216 nella zona abbia predicato San Francesco.
Il borgo conserva un interessante centro storico di origine medievale qualificato da eleganti edifici che ne rendono ancora leggibile l’impronta fortificata. Tra questi spiccano il Palazzo Lucchini–Ginnetti, il Palazzo Valeri e il Palazzo dei Conti di Celano nel quale si possono notare un bel portale e un’elegante bifora. L’edificio principale e di maggior rilievo è il complesso monumentale di San Francesco costituito dalla chiesa, dal convento e dal chiostro. Fondata nel 1288, nella parte posteriore conserva quasi integro il suo aspetto medievale, mentre la facciata barocca e l’interno della chiesa a tre navate furono trasformate nel 1647. All’interno della chiesa da notare gli affreschi realizzati nella seconda metà del XIV secolo da un ignoto artista, con riferimenti tematici alla scuola grottesca.
Nel convento ha sede il Museo d’Arte Sacra nel quale sono conservate croci processionali, crocefissi, raffinati reliquiari e oggetti votivi in rame dorato e argento. Di notevole interesse sono una croce reliquiario del 1403 e il gruppo argenteo della Vergine col Bambino e due angeli, detta "la Pasquarella" (1412), esempio d’arte orafa sulmonese.