- Abitanti: 289
- Altitudine: 850 metri s.m.l.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
Nella parte più meridionale dell’Altopiano di Navelli, tra le alture su cui un tempo correva il confine fra il territorio di due dei più importanti popoli italici, i Peligni e i Vestini, sorge il piccolo Comune di Collepietro, oggi spartiacque tra la Piana di Navelli e la vallata verdeggiante del fiume Tirino.
Immerso in un territorio caratterizzato da estesi mandorleti, il paese conserva aspetti naturalistici e archeologici di grande interesse, come il Lago di Collepietro, luogo di rinvenimento di numerose ceramiche risalenti all’età del Bronzo, e il Colle di Santa Rosa che ospita un insediamento italico fortificato. Pare, infatti, che le prime notizie riguardanti Collepietro nel periodo italico e poi romano siano da ricollegare all’esistenza di un tempio dedicato a Giove sul Colle di S. Salvatore.
L’abitato attuale vanta origini antichissime, il primo castrum sul Collis Petri risale, infatti, intorno all’anno 1000 e il piccolo borgo fortificato di epoca alto-medievale conserva l’antica cerchia muraria e le quattro torri a pianta quadrata. Una di queste torri medievali, con funzione di ingresso alla cinta muraria del centro storico, prende il nome di Torre dei Gregori.
Meta di una breve, ma suggestiva passeggiata tra le stradine interne è la piccola piazza al centro del paese nella quale sorge la Chiesa di S. Giovanni Battista di aspetto tardo-rinascimentale a causa della ristrutturazione subita nel 1539, ma in realtà di origini molto più antiche, con un bel portale decorato dal monogramma bernardiniano. Al suo interno, suddiviso in tre navate, sono conservate due opere di grande valore: una croce processionale in rame del Trecento, tipica dell’arte abruzzese, e un’altra in argento del Cinquecento propria della Scuola Aquilana.
Sulla cresta della collina sorge la Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, a navata unica, dalla quale si gode uno splendido panorama sulla Piana di Navelli e sulla Valle Peligna.
In primavera, i numerosi mandorli fioriti tingono il paesaggio di colori spettacolari e ricordano ai più anziani la tradizione di pestare le mandorle in enormi mortai di pietra per preparare i “cauciunitti” tipici dolci natalizi. Nel mese di agosto, infine, in occasione della festa dedicata alla gastronomia locale, si celebra il ritorno degli emigranti durante le vacanze estive.