Una guida aggiornata e multilingue che in tempo reale accompagni turisti e studiosi alla scoperta delle bellezze architettoniche e delle aree archeologiche, suggerisca percorsi in relazione al tempo a disposizione, indichi i siti troppo affollati in quel momento e, grazie all'interattività, consenta anche al visitatore di tutelare il bene che sta ammirando: sarà possibile grazie ai telefoni cellulari di terza generazione, come dimostra il progetto sperimentale "Agamennone", presentato a Paestum nel corso della recente "Borsa mediterranea del turismo archeologico".
Il progetto nasce da una collaborazione internazionale che coinvolge soggetti coordinati dall'Università di Genova, la Fondazione Paestum e il Ministero della Cultura greco. La sperimentazione è avvenuta a Paestum e a Micene, ma, visto l'investimento minimo da sostenere, è auspicabile che il servizio sia presto attivato presso diversi siti archeologici, i cui gestori dovrannno solo ottenere le licenze per le linee telefoniche Umts, Gprs o Wi-Fi. E' un'opportunità sulla quale gli operatori economici abruzzesi potrebbero seriamente riflettere nello studio dei migliori metodi per valorizzare i numerosi siti archeologici presenti sul territorio regionale.