Il Distretto Culturale come contenitore di patrimoni, tradizioni e competenze spesso dimenticati, in realtà capaci di fare da volano allo sviluppo economico, purché vi sia il supporto della cooperazione tra settore pubblico, imprenditoria privata e attività no-profit, per trasformare la cultura in fattore produttivo misurabile. E' il ritratto dei distretti culturali emerso dagli interventi ascoltati questa mattina all'Aquila al meeting internazionale (14-16 marzo 2007) organizzato dal progetto Equal "Cantiere Cultura" che, su questi principi, da due anni coinvolge 44 Comuni della provincia nella sperimentazione di attività di valorizzazione del territorio.
"Un'iniziativa, Cantiere Cultura, piena di concretezza e rispondenza alle esigenze della pubblica amministrazione, che oggi ha bisogno di figure professionali con conoscenze interdisciplinari e capacità creative" ha osservato, in apertura dei lavori, la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, manifestando poi la propria disponibilità a partecipare al futuro tavolo di confronto per la nascita del Distretto culturale dell'Aquila.
Portando il saluto del ministro Rutelli, il Direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, Roberto Di Paola, ha sottolineato come le recenti scoperte archeologiche nel territorio sul quale opera "Cantiere Cultura", in particolare nell'area di Navelli, inducano a reimpostare lo studio della storia più antica dell'Abruzzo. L'approccio condiviso al Distretto culturale, ha detto, deve anche passare attraverso l'impiego dell'informatica e l'allestimento di una rete di conoscenza e gestione del territorio. "In tal senso - ha aggiunto - mi sento di affermare che gli obiettivi della Direzione Regionale dei Beni culturali e quelli dell'Assessorato regionale alla Cultura coincidono".
Costruire un'immagine di marca per il territorio da valorizzare contribuisce a rendere memorabile un'esperienza di visita, ma perché essa sia agevole occorrono risorse pienamente fruibili, non solo per qualità di prodotti e servizi, ma anche delle infrastrutture. "Per la Fondazione Carispaq, radicata nel territorio della provincia aquilana – ha detto Roberto Museo, coordinatore di Cantiere Cultura - il problema dello sviluppo si pone con tratti del tutto particolari. Grazie alla loro natura, le Fondazioni bancarie possono assicurare un impatto adeguato delle realizzazioni sui territori di riferimento. Il nostro, pur dotato di un eccezionale patrimonio artistico e culturale, è carente di risorse. La Fondazione intende intervenire cercando, con altri attori pubblici e privati, nuovi strumenti di mobilizzazione delle risorse, attraverso la nuova programmazione europea 2007-2013 per l'asse beni culturali".
Illuminante l'intervento di Roberta Sulli, direttore Area Studi e Ricerche dell'"Associazione Mecenate 90" che ha predisposto, fra gli altri, i progetti per la riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, del Palazzo Ducale di Genova, del Convento Celestiniano e del Complesso di S.Maria dei Raccomandati dell'Aquila, e che ha partecipato con l'Acri (Associazione Casse di Risparmio) al team del Progetto Sviluppo Sud. "A differenza del distretto industriale, nel distretto culturale il contesto di produzione e il luogo di consumo in larga parte coincidono. Mentre il distretto industriale è frutto di un processo spontaneo – ha precisato Sulli - nel distretto culturale assume ruolo rilevante l'iniziativa promozionale del soggetto istituzionale". In Italia non esistono esperienze compiute di distretto culturale, ma sono molti i "cantieri" in corso: ad esempio la Val di Cornia, sistema di parchi archeologici e naturali tra Livorno e Grosseto, e i distretti nati intorno a prodotti enogastronomici d'eccellenza (Roero, Langhe e Chianti).
All'apertura dei lavori dell'incontro internazionale Equal PHILTRE (Patrimoine Hérité, Innovation Locale du Territoire: Ressource pour l'Emploi), presso il Teatro dell'Accademia di Belle Arti, hanno partecipato anche il direttore dell'Accademia, Eugenio Carlomagno, e l'assessore alla Cultura del Comune dell'Aquila, Maurizio Dionisio.
Alla discussione sui distretti culturali hanno preso parte anche Rodolfo Berardi, direttore del Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico sociali) e Denis Duclos, del Ministero della Cultura Francese (Delegazione allo Sviluppo e agli Affari Internazionali).
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