- Abitanti: 661
- Altitudine: 565-933 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Amiternina
Posto sulle pendici del monte Circolo, Fossa è un paese nato nel culto della spiritualità e non a caso è detto “luogo delle beatitudini”, per l’aria di misticismo che vi si respira.
Questo piccolo borgo autentico è collocato nella Valle dell’Aterno e si avvale di un panorama ricco di suggestioni, in cui convivono bellezze storiche, artistiche e naturali di notevole valore.
L'odierna Fossa nacque dalla distruzione dell'antica città , prima vestina e poi romana di Aveja; ricordata da Silio Italico e da Tito Livio per aver dato aiuto a Scipione l'Africano durante la seconda guerra punica, è stato anche feudo di Muzio Colonna.
Nel 1996 Fossa ha restituito una necropoli - datata VIII-VII secolo a.C. - considerata la più importante necropoli italica della regione.
Alle epoche successive appartengono importanti strutture come la Chiesa dell’Assunta (1769) e Palazzo Bonanni.
La parrocchiale di Santa Maria Assunta venne ampliata nel corso dei secoli, per soddisfare l’aumento demografico della popolazione, nonché i diversi gusti artistici. Nel tardo Quattrocento la Chiesa duecentesca lascia il posto a una costruzione più grande di cui oggi resta l’impianto a una sola navata, e l’imponente campanile che probabilmente fungeva anche da torre di avvistamento. Sulla torre campanaria a sezione quadrata è innestata la cuspide triangolare; alla base del campanile si trova una scultura funeraria del terzo secolo, che raffigura un leone sdraiato. Attualmente la Chiesa assume la definitiva fattezza di un edificio settecentesco: tale intervento fu conseguenza di una quasi totale ricostruzione della Chiesa a seguito del terremoto del 1703. Tra le opere più importanti l’affresco cinquecentesco della Madonna con Bambino e Santa Caterina e il raffinato soffitto ligneo a cassettoni con decorazioni in oro zecchino. Esso ospita dentro cornici a croce greca, due grandi tele settecentesche: la prima è una Assunzione della Vergine, anonima; la seconda un’Immacolata di Bernardino Ciferri, firmata e datata 1739.
La vera sorpresa per gli amanti dell’arte si incontra poco prima di entrare in paese: l’apparentemente austera chiesa di S. Maria ad Cryptas, costruita nel XIII secolo. In contrasto con la severità dell’impianto architettonico, gli affreschi interni – miracolosamente sopravvissuti alle incurie del tempo - rappresentano uno dei più suggestivi esempi di pittura parietale medievale dell’intero Abruzzo.
Costruita nel XIII secolo, la chiesa deve il suo nome alla presenza di una piccola cripta dove è collocato un rudimentale altare formato da un tronco di colonna e a una lastra di pietra. All’esterno si mostra con un semplice prospetto a capanna, con un portale archiacuto sostenuto da due pilastri.
La pianta è composta da due ambienti: un’aula scandita in tre campate da paraste e un presbiterio quadrato cui si accede tramite un arcone ogivale. La presenza di elementi di derivazione cistercense, come il pignon del prospetto posteriore (eccessivamente alto rispetto al volume del presbiterio) e la tipica costolonatura “a mandorla” con una rosa in chiave nella volta a crociera sempre nel presbiterio, lasciano pensare a una comunanza di maestranze con il vicino monastero-fortezza di Santo Spirito d’Ocre.
A testimonianza dell’incastellamento basso-medievale, Fossa è sovrastata inoltre da uno splendido esempio di castello-recinto di pendio, sito in località Funillo. La posizione scoscesa, a “mezzacosta”, che si deve a una sorta di compromesso tra le difficoltà di costruire un abitato fortificati “in vetta” e la necessità di dominare gli avallamenti circostanti, regala un punto di osservazione magnifico che si apre su tutta la Valle dell’Aterno.
A pochi metri dalla parte superiore del castello si scorge poi una grotta artificiale, la Ciuciuvetta, scavata in viva roccia nel 201 d.C.