- Abitanti: 633
- Altitudine: 720 metri s.l.m
- nella Comunità Montana Sirentina
Collocato su un alto colle roccioso della Valle Subequana, Goriano Sicoli è nato sui ruderi dell'antica città romana di Statulae, importante mansio dei Peligni, luogo di tappa sulla Via Claudia Valeria.
Testimonianza di questo antico insediamento, intorno al Regio Tratturo sono venuti alla luce una ventina di celle vinarie insieme a resti di muri e pavimenti, anfore, armi e un ustrino (luogo in cui si cremavano i cadaveri), come pure una tomba a inumazione con ceramiche. Tali ritrovamenti indicano con tutta probabilità il luogo della necropoli di Statulae.
L’antico mansio subequano andò distrutto prima per opera degli Sciiti e poi dei Vandali di Genserico. Successivamente il borgo si riorganizzò sotto la dominazione longobarda sull'attuale rocca, intorno ad un poderoso castello. L’imponente opera difensiva occupava la cima del colle su cui poggia il paese, protetto dal caratteristico baluardo e cinto da un doppio girone di mura munite di feritoie; lo si raggiungeva passando per tre porte fornite di saracinesche e saettiere. Una delle tre porte (la porta di Murro del 1400) reca una targa marmorea mutila sorretta da due figure femminili e rispecchia la sagoma frammentaria di un leone in gualdrappa di incerta attribuzione araldica.
Del castello è rimasto solo la torre, trasformata ora in campanile della chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova. Le autorità ecclesiastiche, durante la costruzione di S. Maria Nuova, concessero alla famiglia Gentile di innalzare nella parrocchiale un altare gentilizio, quello dell'attuale Sacro Cuore.
Nel 1332 ne fu feudatario Ruggero II, implicato nella storia leggendaria di Santa Gemma, simbolo del paese.
La Chiesa dedicata a Santa Gemma è stata edificata sopra una piccola chiesa preesistente nel 1613. La facciata, e con essa i tre portali di stile barocco, è stata al centro di diversi interventi tra il settecento e l'ottocento. All'interno è possibile ammirare nella parte absidale, una interessante tela raffigurante S. Antonio di Padova dell'artista Teofilo Patini e un ciclo di affreschi che rappresentano scene di vita di S. Gemma.
La festa che si svolge nel paese ogni anno a Maggio da più di cento anni in onore di S. Gemma Vergine è una delle massime espressioni del folclore abruzzese.
È da rilevare inoltre il fatto che per tutto il '700 e l'800 fu molto fiorente ed apprezzata la lavorazione lanifera e serica degli atrigiani locali: i lanari gorianesi erano in commercio con i lanari fiorenti e, per la seta, il commercio era attivissimo con Venezia. Quasi a simboleggiare il rigoglio economico-sociale del paese, viene costruita nel 1888 la Fontana pubblica: un vero gioiello architettonico dalle forme eleganti con doppia fila di portici laterali di otto arcate ognuno.