L'Aquila


- Abitanti: 71.646
- Altitudine: 721 metri s.l.m.
- nel Parco Gran Sasso-Monti della Laga

Sulla sommità di un colle già abitato in epoca preromana, dove la vallata del fiume Aterno si restringe, sorge L’Aquila, tra i monti del Gran Sasso e della Majella. Attuale capoluogo della regione Abruzzo, la sua storia inizia nel 1254 in seguito al definirsi delle esigenze, da parte del contado delle diocesi di Forcona e Amiternum, di gestire in autonomia i sempre maggiori introiti derivanti dallo sfruttamento degli estesi pascoli montani.
Circondata da alte mura medievali, la sua costruzione si deve all’iniziativa dei numerosi borghi della valle, 99 secondo la leggenda, ciascuno dei quali edificò una chiesa, con una piazza e una fontana.

La città odierna offre al visitatore scenografici scorci tra le viuzze del centro storico, tra le quali si aprono visivamente le numerose piazze incorniciate dalle facciate delle chiese e dei palazzi signorili con i loro suggestivi cortili interni.

E’ nel ‘400 che la città vive il suo massimo splendore culturale e artistico, i suoi monumenti più importanti come la basilica di Santa Maria di Collemaggio, la chiesa di San Silvestro, la basilica di San Bernardino da Siena, si arricchiscono di veri tesori d’arte, nonostante i numerosi terremoti che hanno più volte obbligato gli aquilani a ricostruirne larghe porzioni insieme ai loro palazzi.
“Era la città dell’Aquila in modo sottosopra al Regno di Napoli che quasi libera viveva” (Niccolò Machiavelli – Istorie Fiorentine): così la descrive nel 1525 Machiavelli, cogliendone la contraddittoria condizione politica e civile che l’aveva fino a quell’epoca accompagnata, ma che nel volgere di qualche anno venne prepotentemente soffocata sotto il dominio spagnolo, a memoria del quale resta l’imponente Castello Cinquecentesco, attuale sede del Museo Nazionale d’Abruzzo.

La sua collocazione geografica, a pochi chilometri dalle cime del Gran Sasso e a circa un’ora di autostrada da Roma, sta sempre più orientando l’economia dal settore industriale a quello del cosiddetto terziario, legato al turismo dei parchi naturali e alla presenza di quasi 25.000 studenti universitari fuori sede.
La città si identifica inoltre come centro di ricerca scientifica avanzata con la presenza dell’Istituto di telecomunicazioni “Reiss Romoli”, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nelle profondità rocciose del Gran Sasso e l’osservatorio astronomico di Campo Imperatore.

L’Aquila ha inoltre un’importante vocazione artistica legata alla musica, al teatro stabile e negli ultimi anni al Cinema con l’Istituto Cinematografico dell’Aquila e l’Accademia dell’Immagine.

Le manifestazioni più sentite dagli aquilani rimangono legate alla sua tradizione: la più rilevante è sicuramente la Perdonanza, voluta nel 1294 da papa Celestino V, che culmina con l’apertura della Porta Santa.
Molto suggestiva anche la processione del Venerdì Santo che si snoda per le vie della città sul far della sera. Notevole successo riscuote il tradizionale mercatino della “Befana” che il 5 gennaio invade tutte le strade del centro storico fino alla mezzanotte.

Difficile resistere alla cucina aquilana, costituita prevalentemente di piatti semplici, dai sapori e profumi impregnati di tutto il sapere millenario dei contadini delle sue montagne.
Lo zafferano, il tartufo, i salumi, i formaggi e il pane croccante e profumato che si mantiene fresco per più giorni, sono solo alcuni dei prodotti di eccellenza di questa città, che vanno gustati insieme a un buon bicchiere di vino della zona, magari davanti al maestoso panorama delle montagne che la circondano.

Le numerose frazioni sono: Civita di Bagno, San Benedetto, Sant’Angelo, Vallesindola, Ripa, Bagno Grande, Bagno Piccolo, Piànola, Monticchio, Paganica, San Gregorio, Onna, Bazzano, Tempéra, Pescomaggiore, Camarda, Assergi, Aragno, Filetto, Collebrincioni, Roio, Santa Rufina, Sassa, Colle di Sassa, Genzano, Collefracido, Pagliare, Palombaia, Poggio Santa Maria, Piè di Poggio, Coppito, Preturo, Cese, Colle, San Marco, Pozza, Santi, Menzano, Casaline, San Vittorino, Arischia.






  ultima modifica giovedì, 11 ottobre 2007