- Abitanti: 700
- Altitudine: 760 metri s.l.m.
- nella Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
Navelli, con il suo borgo che conserva ancora l’aspetto medievale, è nota per la coltivazione del Crocus Sativus, il delicato fiore dal quale si ricava il preziosissimo e raro zafferano aquilano, famoso per le sue eccezionali qualità e sorge su una collina che domina l'omonima valle.
L’abitato conserva integro l’impianto medioevale, assestatosi intorno alla fortezza sommitale, e vanta numerose bellezze architettoniche disseminate tra tipiche case-torri e ripide stradine cordonate. Il paese di Navelli appare all'improvviso a coloro che percorrono la strada che attraversa l'omonima piana, come una nave color pietra che naviga e sorveglia la vasta distesa d'erba dell'altopiano; e il paragone tra il paese e la nave non è azzardato poiché proprio sulla pietra degli stemmi comunali sparsi per il paese, sulla pietra dell'architrave della chiesa della Madonna del Rosario, edificata tra il XVI e il XVII secolo, e sul legno del portale della chiesa parrocchiale, troviamo scolpita una nave con le vele al vento, pronta a seguire sul mare le rotte del commercio.
Il nome, però, non ha nulla a che fare con l'insegna del paese: esso è di origine molto più antica, pre-romana, e la base nava vuoi dire "conca", riflettendo la posizione geografica del paese. La cittadina, che da lontano appare come una gigantesca scalinata di pietra adagiata sulla collina cui fa da manto, ha conosciuto la ricchezza: lo testimoniano la raffinata architettura degli edifici, le pietre lavorate dei balconi, degli architravi e delle colonnine che adornano le finestre e che rendono, ancor oggi, una passeggiata nel suo centro un continuo sorprendersi per la bellezza degli scorci e delle bellissime decorazioni.
Ma è proprio lo zafferano a rendere il paese conosciuto in Italia e all’estero. Il frutto, ricavato dal pistillo del fiore, è da sempre un punto di riferimento, quasi un oggetto d'amore, per le genti della piana: Navelli e Civitaretenga, la sua frazione. Ancora oggi in autunno, nelle ultime ore della notte, quando il fiore di zafferano sprigiona con forza il suo profumo, i contadini, compiendo gesti antichi di millenni, percorrono i loro campi raccogliendo, con una struggente delicatezza, uno per uno, i piccoli fiori, ben attenti a non stringere troppo i petali, per non danneggiare i pistilli.
La ricchezza di Navelli è legata anche alla transumanza. I tratturi erano percorsi tutti gli anni da centinaia di migliaia di pecore che, ogni autunno, erano condotte a svernare sulla costa, lasciandosi alle spalle la neve di Campo Imperatore. Ai piedi del paese transitavano eserciti di ovini e i pastori che li guidavano si fermavano a trascorrere le notti presso chiese poste ai lati della strada, in stanze-dormitorio annesse o semplicemente sotto tettoie. Navelli e Civitaretenga si trovano al centro fra i parchi abruzzesi: il Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, distante circa 40 km., il Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, circa 15 km, il Parco nazionale della Majella, a 30 km, e il Parco regionale Sirente-Velino, distante 8 km.