- Abitanti: 710
- Altitudine: 530 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
- nel Parco nazionale Gran Sasso–Monti della Laga
Un’immensa catena montuosa circonda il territorio ad est, da monte Cannatino a Capo La Serra, a nord-ovest la montagna di Castel del Monte e il colle di Pesareto avvolgono lo sguardo, a sud si apre la visuale facendo scorgere in lontananza le vette del Sirente e della Maiella. Incastonato tra queste cime montuose sorge il borgo fortificato di Ofena, adagiato su un dolce declivio.
Dalla vallata sottostante, tra filari di viti e piante di ulivo, si scorgono le bianche case-mura, raccolte attorno al piccolo abitato d’impianto medievale circondato da una fitta boscaglia colorata e da una lunga fila di cipressi.
Le prime notizie storiche sono contenute in una lettera del 19 novembre 745 tra gli atti di Papa Simplicio (468 – 483) in cui si parla di Gaudenzio, vescovo di Aufinium, piccolo vico della Provincia Valeria. L’antica “Aufinum” di origine italica, punto di confluenza di Vestini, Peligni e Pennesi, è oggi un agglomerato urbano sulla sommità del colle “Riccio”, che nonostante le intemperie del tempo e dell’ambiente, ha custodito al suo interno l’impianto viario cruciforme, cardo-decumanico, che in senso longitudinale unisce la porta “A piedi” a sud con Piazza S. Rocco a Nord, e in senso latitudinale, la porta orientale con quella occidentale.
E' stato poi paese di pastori transumanti, che ogni anno all’approssimarsi dell’autunno scendevano con le greggi fino al Regio Tratturo che li avrebbe condotti ai pascoli del Tavoliere delle Puglie. Le sue case bianche assorbono, restituendolo all'aria circostante, il calore dei raggi solari riflessi dalle rocce a cui sono aggrappate, tanto che il paese è stato definito il “forno dell'Abruzzo”.
Fuori dall’abitato si trovano le strutture architettoniche religiose più significative, come il convento dei Cappuccini e le chiese medievali di S. Francesco, con un pregevole portale romanico, e di S. Pietro a Cryptis o delle Grotte (per la presenza di sotterranei), con antico portale e affreschi quattrocenteschi.
Dopo i Palazzetti Stella e Sidoni, architettonicamente ben conservati grazie a interventi migliorativi, spicca tra le abitazioni gentilizie il palazzo Cataldi-Madonna, a tre piani, con importante portale in pietra.
I discendenti di questa nobile famiglia mantengono viva la tradizionale produzione del Montepulciano d’Ofena, in una delle cantine più prestigiose d’Abruzzo, che durante la festa delle “Cantine Aperte” richiama una vasta folla di esperti e di curiosi.
Tra i vini Doc che si producono, il Rubino si caratterizza per il bouquet, per il profumo di legno di mandorlo accompagnato da sfumature di ginestra, mentre il Cerasuolo all’olfatto è fine, fresco e composto.
Frazioni: Cappuccini, Frasca, Volpe