I
risultati sono riportati partendo dalla
localizzazione geografica dell’area e fornendo dati sintetici sulla struttura socio-demografica.
Segue la presentazione delle componenti attive e passive del giacimento culturale relativamente alle quali si forniscono
dati quantitativi.
In conclusione si espongono gli elementi che consentono la diagnostica effettuata attraverso l’individuazione dei
punti di forza e di debolezza e delle opportunità e minacce (analisi SWOT).
L’
area oggetto dell’indagine
è quella del comprensorio aquilano come individuato dalla L.R. 70/95 (Quadro Territoriale di Riferimento). Essa si estende per 1.999 kmq e interessa il territorio di
44 comuni incluso il capoluogo di regione. L’intero comprensorio è classificato come “montagna interna” e comprende altitudini che vanno dai 400 ai 2900 metri sul livello del mare e, ad eccezione del solo
comune dell’Aquila, è articolato in tre Comunità Montane (
Amiternina,
Campo Imperatore - Piana di Navelli e
Sirentina). L’area è interessata dalla presenza del
Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e del
Parco Regionale del Velino-Sirente.
La popolazione residente è pari a 105.151 abitanti di cui 50.899 maschi e 54.252 femmine (dati
ISTAT Censimento della popolazione 2001).
La connotazione geografica di “montagna interna” influenza fortemente la densità di popolazione che risulta, infatti, particolarmente bassa, pari a 52,6 abitanti per chilometro quadro che scende a 23,92 se non si considera il
comune dell’Aquila, valore inferiore anche alla densità dell’intera provincia (59 ab/kmq) e della regione (117 ab/kmq).
Nel
comune dell’Aquila risiede il 63,3% della popolazione dell’intero comprensorio. Si rileva infine la presenza di 4 comuni (Calascio, Carapelle Calvisio, S. Benedetto In Perillis e S. Stefano di Sessanio) la cui popolazione è inferiore ai 200 abitanti.
L’andamento demografico, sulla base dei dati ISTAT (
Bilancio demografico 2004), fa registrate un saldo naturale del -0,3% che trova la sua origine in un costante processo di invecchiamento della popolazione causato da una diminuzione della natalità e da un aumento della mortalità dovuto all’invecchiamento. Il saldo migratorio si chiude con un +0,9% che imprime all’andamento demografico un valore modestamente positivo che, quindi, non trova la sua origine in fatti naturali ma in fenomeni migratori nell’ambito dei quali, peraltro, il numero di iscrizioni da parte di persone provenienti dall’estero rappresenta il 25% del totale dei flussi migratori in entrata e costituisce in valore assoluto più del doppio del saldo naturale (734 su 351). Il comprensorio denota, pertanto, una certa capacità di attrazione migratoria anche se parte del fenomeno è imputabile al rientro di emigrati.
La distribuzione della popolazione per età, sulla base del
Censimento ISTAT 2001, rileva che la fascia dei giovani (0 – 19 anni) rappresenta il 17,8% della popolazione residente; la fascia che va dai 20 ai 64 anni il 60,4% e quella dai 65 anni in su il 21,8%. Lo squilibrio che emerge tra la fascia dei giovani e quella degli anziani, superiore anche a quello che si rileva a livello provinciale (che si attestano rispettivamente al 18,8% e 21,3% della popolazione residente) è una caratteristica della popolazione del comprensorio aquilano.
Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione per titolo di studio il 23,9% possiede la licenza elementare, il 24,2% la licenza di scuola media inferiore, il 31,7% quella di scuola media superiore e solo l’11,1% la laurea. La popolazione residente senza alcun titolo di studio rappresenta il 9,1%. Solo lo 0,5% della popolazione residente è analfabeta; tale categoria è costituita per il 67,3% da persone con più di 65 anni.