- Abitanti: 176
- Altitudine: 850 metri s.m.l.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli
Immersa tra colline verdeggianti che in primavera si tingono dei colori dei mandorli in fiore, si estende la strada che porta al piccolo Comune di San Benedetto in Perillis, fino al 1945 frazione del vicino paese di Collepietro.
Dalle antiche suggestioni della necropoli con sepolture del VII e VI secolo a.C. in località “Colle Santa Rosa” all’insediamento romano–vestino dei primi secoli avanti Cristo, San Benedetto conserva il suo aspetto originario e testimonia il susseguirsi delle epoche.
Il paese sorge attorno a un monastero benedettino, eretto sulla collina per coltivare l’adiacente pianoro di Perillo nell’VIII secolo d.C. e divenuto abbazia nel 1074 a opera di Trasmondo, Vescovo di Valva. Quando i monaci edificarono il monastero e lo intitolarono a S. Benedetto, un nucleo di ventotto famiglie longobarde si insediò con loro nel territorio, occupando una posizione strategica nei contatti tra la costa e i paesi di montagna. Di lì sorse il paese circondato da due cinte murarie fortificate di cui ancora oggi si conservano tratti e torri.
Nel centro storico la Chiesa di S. Benedetto, tra le più antiche d’Abruzzo, mostra una facciata pre-romanica con motivi ornamentali longobardi e un interno caratterizzato da diversi stili architettonici, dal romanico al gotico a quello rinascimentale. Più volte nel tempo è stato cambiato il lato d’accesso all’interno della chiesa: dove oggi si trova l’abside c’era un tempo il portale d’ingresso di cui c’è ancora qualche traccia insieme a un campanile a vela e una scultura rappresentante una creatura oscura, incrocio tra due felini, il Bigatto, utilizzata dai Templari per rappresentare il diavolo. La chiesa fu sconsacrata in seguito all’eccidio al suo interno di sette persone e riconsacrata, come attesta un’iscrizione, nel 1345.
L’abitato di S. Benedetto è caratterizzato, inoltre, da un sistema sotterraneo di grotte, oltre 70, di cui la più interessante è la Grotta di Zupone (o Supone), detta il Parlamento, per la sua funzione di punto di incontro per gli abitanti del paese. La grotta è organizzata in diversi spazi: la zona riservata agli uomini, la zona per le sole donne e i loro attrezzi per la tessitura, la zona per i bambini e i loro giochi e la zona per i fidanzati, fino a contenere un massimo di trenta persone.
Una curiosità di questo paese, piccolo ma ricco di attrattive, sono le serrature completamente in legno di pagliai, fondaci e vecchie stalle, perfettamente identiche a quelle realizzate dagli Egizi nel III millennio a.C. e che, ancora oggi, qualche vecchio e volenteroso artigiano realizza come una volta.
Per completare la visita in questo territorio si può visitare il Museo della Cultura materiale di dimensioni ridotte, ma con reperti interessanti, dai resti del Neolitico a un frantoio della metà dell’Ottocento ancora funzionante, a un vecchio telaio utilizzato per tessere il saccone in canapa, usato come fodera per i materassi di foglie di granoturco.
Tipica di questa zona, come di tutta la Piana di Navelli, è la coltivazione dello zafferano spezia dalle straordinarie proprietà gastronomiche che dà vita a ricette e piatti tipici di estrema genuinità.