- Abitanti: 462
- Altitudine: 585 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Amiternina
Il suggestivo centro agricolo di Sant’Eusanio Forconese, adagiato su un colle nelle vicinanze del fiume Aterno, è stato completamente ricostruito dopo i gravi danni arrecati da un terremoto a metà 400’. Un tempo chiamato “CinqueVille” - dal numero dei villaggi sparsi sul territorio - fu uno dei castelli che contribuirono alla fondazione dell’Aquila.
Sulla piazza rettangolare del centro storico, caratterizzata da una fontana del 1894, si trova la Chiesa di Sant’Eusanio di epoca altomedievale, che nel corso dei secoli ha subito molti rimaneggiamenti e ricostruzioni e sotto l’altare conserva le spoglie del santo. Le forme attuali sono seicentesche, mentre la facciata rettangolare tripartita e coronata da una cornice orizzontale è stata rifatta nel 1463. Il portale, di impianto rinascimentale, recupera elementi romanici.
Fuori dal borgo si trova l’austera Chiesa degli Angeli o “Sotterra”, probabilmente l’edificio più antico del paese: prima basilica ad corpus del santo, poi “pieve”, infine chiesa votiva romana. L’edificio è di forma rettangolare insolitamente spinta in verticale, a muratura di pietra; sulla sinistra si erge la robusta torre campanaria a quattro piani, nel retro il corpo rettangolare sporgente della sacrestia e davanti la facciata a coronamento piano.
A ridosso del piccolo centro abitato si scopre la Chiesa della Madonna della Pietà: struttura quadrangolare emergente, coperto a capanna, da cui si irradiano tre cappelle sporgenti. Nella facciata è presente un portale scorniciato classicamente. Anche se dotata apparentemente di uno spazio ridotto, l’interno della chiesa è abbastanza ampio.
Dalla metà del XVII secolo Sant’Eusanio fu feudo dei Barberini; esso sorse attorno alla basilica costantiniana di Sant’Eusanio martire, da cui il toponimo. Solo più tardi assunse la specifica Forconese, richiamando il nome della città vestino-romana di Forcona.
Al borgo appartiene anche la fortificazione che lo sovrasta; costruiti sulla sommità del Monte Cerro (m. 754), i ruderi quattrocenteschi di questo Castello sono stati oggetto di un recente restauro che ne ha ridefinito il perimetro di cinta. Le mura connettono quattro torri di diversa tipologia, alcune a pianta rettangolare, altre circolare. Tra di esse si può comprendere anche il volume sporgente oltre la cortina muraria esterna della chiesa.
Alla struttura difensiva si appoggiava il castello di Ocre, moltiplicando i collegamenti ottici con gli altri borghi fortificati sul versante nord-orientale della valle. La presenza di una cisterna, dove tuttora affiora dell’acqua potabile, fa pensare che il castello fosse abitabile anche per lunghi periodi; tuttavia il castello non doveva venire abitato stabilmente, almeno agli inizi del XVI secolo, ma usato solo per ragioni difensive.
Tra le mura si può scorgere il volume sporgente della chiesa della Madonna del Castello: detta ecclesia castri, è un piccolo edificio ad aula voltato a botte, con un semplice altarino a muro dove il palio centrale – oggi occupato da un dipinto recente – è fiancheggiato da due ovati, in uno dei quali è affrescata una Madonna col Bambino, di aspetto quattrocentesco, anche se tali origini non sono ancora state accertate.
Frazione: Casentino