- Abitanti: 118
- Altitudine: 1.406 metri s.l.m.
- nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Santo Stefano di Sessanio è un borgo fortificato medievale costruito su una preesistenza italico-romana, collocato tra le montagne aquilane ad oltre 1.250 metri di altitudine.
L’attuale configurazione urbana del borgo si costituisce nel periodo centrale del Medioevo quando si sviluppa il fenomeno dell’incastellamento: un paesaggio caratterizzato da abitati d’altura, circondati da un perimetro murario fortificato, che restano ancora oggi uno degli elementi storico-topografici più caratterizzanti l’Italia Centrale.
Nel periodo feudale Santo Stefano rientra nel dominio politico-territoriale della Baronia di Carapelle, appartenuta anche a due illustri famiglie toscane: i Piccolomini prima e i Medici poi. Il legame con Firenze e con il resto dell’Europa era dovuto all’importanza mercantile che la materia prima prodotta dall’economia locale, la lana, ebbe nel periodo medievale fino all’inizio dell’età moderna. Tale importanza spiegherebbe come in territori dall’agricoltura poverissima, al limite della materiale sussistenza, siano sorti borghi di notevole consistenza e prosperità, ancora oggi testimoniate dalla qualità e dall’articolazione architettonica degli edifici storici presenti.
Nuovi mercati, nuove materie prime e infine le politiche agricole del nuovo stato unitario, a scapito dell’industria armentizia, avrebbero segnato il destino di questi borghi, consegnando le popolazioni del posto a una vita di stenti e di miseria che si sarebbe infine conclusa con l’emigrazione e il quasi totale spopolamento.
Di questo mondo e di questa civiltà sono rimasti pienamente “leggibili” alcuni borghi, caratterizzati da una conservazione del patrimonio storico-architettonico originario che si fonde, senza interruzione e senza i consueti sviluppi urbani più recenti, con l’integro e peculiare patrimonio ambientale circostante.
Santo Stefano di Sessanio oggi si presenta con stratificazioni architettoniche tardo-medievali e proto-rinascimentali di complessa articolazione: corti, patii, vicoli, passaggi coperti, con la presenza nelle abitazioni di archi, logge, portali, camini e cornici in pietra. Il tutto con quell’originale apparenza di sviluppo urbano spontaneo e non pianificato e con le storiche stratificazioni sovrapposte le une alle altre. Il patrimonio paesaggistico circostante è caratterizzato da secolari elementi “dell’archeologia del territorio” iscritti nelle zone limitrofe al borgo (campi aperti, stazzi, mandre, terrazzamenti a secco, “stanzie”). L’eccezionale integrità e fusione tra il contesto antropico e il contesto ambientale rappresenta l’aspetto più caratteristico e qualificante di questo luogo.
Aderisce al club dei Borghi più belli d'Italia.