- Abitanti: 2.857
- Altitudine: 820 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Amiternina
Il Comune di Scoppito è ubicato alle falde del Monte Calvo, nelle vicinanze dei resti degli antichi insediamenti italici di Foruli e Amiternum, territorio del primo insediamento dei Sabini, a Testrina (presso Vigliano).
Le vicende di Scoppito si intrecciano in età romana con quelle di Amiternum, città dei Sabini che nel 293 a.C. fu conquistata da Roma; il nome deriva dal fiume Aterno che attraversava la città. Una sua frazione, Civitatomassa, sorge sui resti di Foruli, vicus romano dipendente amministrativamente da Amiternum. L’insediamento posto sul colle dove attualmente sorge il paese è testimoniato da numerosi ritrovamenti di materiale archeologico: muri, pavimenti, elementi statuari di notevole importanza e la vasca di una fontana già in disfacimento, sulla quale venne successivamente costruita una peschiera.
Il vicus di Foruli deve la sua fortuna in età romana al fatto di costituire un nodo stradale di primaria importanza dell’antica viabilità: Foruli rappresentava la stazione di partenza della via Claudia Nova aperta nel 47 d. C. dall’Imperatore Claudio e arteria principale di comunicazione con i territori vestini, presso le gole di Popoli; l’iscrizione ritrovata a Civitatomassa lo testimonia. Traccia del percorso della Claudia Nova viene conservata nella “Tabula Peutingeriana”. Per questa via passò Annibale che da qui sarebbe giunto alle porte di Roma di sorpresa, evitando il rischio di imbattersi nelle forze romane.
L’età imperiale, documentata dal ritrovamento di statue e iscrizioni, fu un periodo di notevole sviluppo per questo vicus.
Dell’antico abitato di Foruli restano ruderi di edifici: nella piazza centrale vi sono le fondazioni di un grosso edificio pubblico, una statua mutilata, una grande cisterna. A poca distanza, nei pressi della Chiesa di Madonna del Mazzetto, è ancora visibile un ponte romano (I secolo a. C.) a un’arcata, denominato Ponte Nascosto.
Oltre ai reperti archeologici della città di Foruli, Scoppito è ricordata in particolar modo per il ritrovamento nel 1954 a Madonna della Strada dell’Elephas Meridionalis Nesti, specie originaria dell'Asia Meridionale, attestata in Europa, con massiccio numero di esemplari nella penisola italiana, all'inizio del Quaternario. L'animale, databile a circa un milione di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all'epoca si presentava come un grande lago chiuso da una cerchia di monti. I suoi resti vengono ora conservati nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila.
l territorio di Scoppito occupa il limite settentrionale della conca aquilana. Il Comune è costituito da numerose frazioni, da cui è possibile godere un incantevole panorama delle principali vette appenniniche, dal Gran Sasso al Monte Velino fino all'Altopiano delle Rocche. Il territorio può vantare un'invidiabile posizione strategica considerata la vicinanza della città di L'Aquila (10 Km). Inoltre Scoppito è posto a pochi chilometri dalle stazioni sciistiche di Campo Felice e di Campo Imperatore.
Sono da visitare le numerose e bellissime chiese: la Chiesa parrocchiale di S. Giacomo Apostolo, nella parte centrale del paese sulla piazza dedicata a Emanuele III; non distante dalla chiesa parrocchiale sorge la Chiesa di S. Valentino che, situata su una collina, domina l’intero territorio di Scoppito; la Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo nella frazione di Vallinsù, sorge sopra un falsopiano che si apre nel verde delle colline circostanti ed è completamente realizzata in pietra; la Chiesa di S. Pietro Apostolo, con il suo portale interamente realizzato in pietra, si trova nel piccolo borgo di Sella di Corno, nella parte più alta del territorio di Scoppito.