Secinaro


- Abitanti: 455
- Altitudine: 859 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Sirentina
- nel Parco Regionale Sirente Velino


Secinaro
, piccolo paese nel Parco Sirente-Velino, fu costruito sulla sommità del colle in posizione di controllo della vallata dopo le incursioni barbariche. Nel territorio sono presenti iscrizioni di epoca pre-romana. Fu centro dei Peligni Superequani come documentano i siti archeologici. Successivamente fu colonia romana. In epoca medievale fece parte della Contea di Celano, poi fu feudo dei Colonna e dei Barberini.
Quando il castello perse la sua funzione difensiva, venne edificata sui suoi resti la chiesa di S. Nicola di Bari, oggi in posizione dominante rispetto al centro urbano, dove si trovano statue di età barocca e si conserva una croce di rame e argento del secolo XVI.

Il borgo è strutturato con edifici che mantengono ancora elementi medievali, rinascimentali e tardo settecenteschi. Nel XIV secolo fu costruita la chiesa della Madonna della Consolazione, monumento nazionale, situata nella parte più alta, probabilmente sulle rovine di un tempio dedicato alla dea Pelina, con all’interno interessanti affreschi del ‘400.

A breve distanza e distaccato dal borgo, nella parte a valle, è localizzato un piccolo ma suggestivo insediamento di tipo rurale denominato “la Villa”. Dal centro del paese, si possono osservare i picchi dolomitici, le faggete e i canaloni scavati dai ghiacciai del Monte Sirente, che alimentavano le neviere da cui gli abitanti prelevavano ghiaccio per rivenderlo, a dorso di muli, a Napoli e Bari.

Nella vallata ai piedi del Sirente è situato un campo di crateri il più grande dei quali ospita un lago che misura oltre 100 metri di diametro. Gli studiosi dell’ESA e dell’IRSPS (International School of Planetary Sciences) sostengono essere stato provocato dalla caduta di un meteorite. Fu scoperto casualmente dal ricercatore svedese Jens Ormo, che notò un laghetto la cui conformazione non aveva nulla a che fare con quelli di natura carsica tipici di questi luoghi. Insieme all’Università di Chieti-Pescara, ha intrapreso una serie di studi che hanno confermato che il terreno è stato oggetto di impatto meteoritico, intorno al IV-V secolo d.C. Si intrecciano così, storia e leggenda. La datazione del sito ha fatto collegare infatti l'evento astronomico con quello avvenuto e narrato a Roma, distante 80 km: nel 312 d.C. nella piana di Saxa Rubra le truppe dell'imperatore Costantino fronteggiavano quelle di Massenzio per contendersi la supremazia su Roma. Lo storico Eusebio narra che "Costantino e il suo esercito videro con i propri occhi in cielo, più in alto del sole, una croce di luce sulla quale erano tracciate le parole “In hoc signo vinces". La battaglia fu terribile, ma l'esercito di Costantino vinse.

Al sito vicino a quello della presunta caduta del meteorite si lega un'altra leggenda, quella della Sicinnide. La Sicinnide era una danza pagana in onore della ninfa Sicina, una delle componenti del corteo della dea Cibele, al seguito del dio Dioniso. Una danza che ha dato nome al luogo, Secinaro: Sicinae Are (altare della ninfa Sicina).
Così oggi Secinaro è meta turistica di storici e astronomi, oltre che di amanti della natura.

Il sito ufficiale del Comune 






  ultima modifica domenica, 16 dicembre 2007