E’ allestita nelle sale dell’Antiquarium del Canopo di Villa Adriana a Tivoli la mostra “Tra Luce e Tenebre - letti funerari in osso da Lazio e Abruzzo”, organizzata dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio che presenta in anteprima la ricostruzione dell’eccezionale letto funerario in osso scoperto ad Aquinum (comune di Castrocielo, in provincia di Frosinone).
L’Abruzzo partecipa all’evento con la più ampia collezione di letti in osso di età ellenistico – romana.
“Grazie alle indagini dell’ultimo decennio – spiega Anna Maria Reggiani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo – su siti, in complesso ben conservati, è stata acquisita un’enorme mole di reperti che permette di delineare un profilo dei Vestini sicuramente più chiaro rispetto a quello di altre popolazioni dell’Abruzzo preromano. Per quanto riguarda i letti funerari, essi sono testimonianza dell’alto tenore di vita delle élites locali e provengono soprattutto dall’area medio italica negli esemplari in avorio e in osso a partire, soprattutto dal II secolo a.C. per questo motivo la mostra, nella prestigiosa cornice di Villa Adriana, rappresenta un lavoro comune delle due soprintendenze archeologiche di Abruzzo e Lazio ed essa non è mero pretesto per dare una maggiore comunicazione e visibilità a ricerche impegnative, faticosamente compiute in territori defilati, bensì l’occasione – conclude Reggiani – per offrire un nuovo, valido contributo alla conoscenza dell’archeologia italica e dei ceti emergenti indigeni che sottolineano così il proprio stato sociale”.
In mostra sono presenti numerosi oggetti tra cui due esemplari integralmente ricomposti e restaurati provenienti dalle Necropoli Vestine di Fossa e Bazzano (L'Aquila). Veri e propri capolavori di cui quello di Bazzano, terzo dei letti abruzzese interamente ricomposto e proveniente dalla tomba 1140, è esposto al pubblico per la prima volta.
Il letto di Fossa è un oggetto preziosissimo che ha alcune particolarità: le quattro gambe sono caratterizzate dalla rappresentazione del volto di Dioniso incorniciato da animali fantastici alternati ad amorini che cavalcano mostri marini. La ricchezza dell’apparato decorativo si manifesta anche nei fulcra (cuscini) nei quali campeggia l’immagine di Ercole sul cui petto scende una pelle di animale affiancato da un leone e da una lince.
Il letto è stato rinvenuto nella tomba a camera n. 520 della necropoli di Fossa nel settembre del 2000 ed è stato restaurato, come tutti gli altri reperti, dalla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo presso i laboratori del Museo Nazionale della Preistoria d’Abruzzo di Celano (L'Aquila).
La mostra di Tivoli, allestita nella più importante e complessa Villa romana giunta fino a noi fatta costruire dall’imperatore Adriano nel 117 d.C, propone anche numerosi elementi decorativi di letti in osso provenienti sempre dall’area Vestina e in particolare dalla Necropoli di Navelli. Si tratta di oggetti, rinvenuti solo un anno fa e legati alle cerimonie dionisiache come i frammenti del letto 1 rinvenuti a Navelli, nel cui fulcrum è visibile una protome equina finemente decorata da tralci di vite o come il letto della tomba 4 della medesima necropoli nella cui gamba è rappresentata una cerimonia dionisiaca in cui partecipano delle donne colte nell’atto di sacrificare un animale selvatico alla divinità, accompagnate dal suono del timpano.
“Questa mostra – spiega Vincenzo D’Ercole della Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo – è un’occasione importante per mettere a confronto due regioni che ci hanno restituito i migliori esemplari di letto in osso. La produzione artistica abruzzese regge bene il confronto con quella romana grazie alla presenza di oggetti come il letto di Fossa che sono diventati il simbolo della nostra regione. L’evento è anche un’occasione per vedere finalmente rimontato il bellissimo letto della necropoli di Bazzano”.