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Villa Santa Lucia degli Abruzzi


- Abitanti: 206
- Altitudine: 900 metri s.l.m.
- nella Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli Zona B
- nel Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga

Visto dall’alto, l’anfiteatro naturale che ospita l’abitato di Villa Santa Lucia degli Abruzzi, con il suo dedalo di strade e sentieri di montagna, sembra un immenso serpente sinuoso che si snoda in una valle lussureggiante, lungo la dorsale del monte Cappucciata.
Il centro ha una pianta estesa in modo nastriforme che segue le curve di livello in quota in direzione est. L’edilizia è di tipo a schiera, con alcune case-torri e piccionaie all’interno del paese o leggermente isolate.

Data la posizione strategica, a 850 metri di quota, non presenta strutture difensive né fortificazioni murarie, ma solo una catena naturale di aspre vette montuose.
Il panorama è ricco di vegetazione, data la presenza di sorgenti e corsi d’acqua, che nei tempi passati hanno favorito la nascita di attività economiche legate alla pastorizia, all’agricoltura e alla produzione di carbone vegetale.
All’interno di un bosco di querce e di faggi, a sud-est dell’abitato sorge il "Castelluccio", un’area fortificata alto-medievale che fu il primitivo nucleo di insediamento della popolazione.

Probabilmente risalente al periodo italico, tra il X e il IV secolo a.C., il centro abitato di Villa S. Lucia fu sotto il dominio della città vestina di Aufinum. Svolgeva in questo periodo il ruolo di avamposto di protezione della sottostante Valle del Tirino, dove fu rinvenuta la statua funeraria di "Nevio Pompuleio", il Guerriero di Capestrano. Notizie certe sulla storia del paese si hanno solo a partire dal 1577, quando si separò da Ofena. Secondo l’Antinori, divenne amministrazione autonoma nel 1699.

All'inizio del 1900 una forte emigrazione fece spopolare questa terra e molti cittadini si stabilirono negli Stati Uniti e in Canada. Nel 1911 divenne Comune della provincia dell’Aquila. Oggi è un caratteristico centro pastorale e agricolo, con produzione di olio e vino e coltivazione del grano.

Da visitare le chiese del centro (S. Rocco e S. Lucia) e il Palazzetto della famiglia Mattozza. Interessante è la chiesa rurale di S. Maria delle Vicenne (X secolo), a circa 1.000 metri di altezza, lungo un antico percorso che dalla Valle Tritana, passando per l'abitato medievale di Rantino, scavalcava la dorsale montana per penetrare nell'Altopiano del Voltigno, punto di confine con la provincia di Pescara.
Nella frazione di Carrufo – l’antica "Castrum Rufi" le cui origini risalgono all'850 d.C. - da visitare la chiesa San Carlo Borromeo e la chiesa diroccata della Madonna della Pietà, situata fuori dal centro abitato in località Colle Venatorio, dove sorgeva il primitivo nucleo poi trasferitosi nell'attuale ubicazione.






  ultima modifica mercoledì, 10 ottobre 2007